Auguri per il nuovo anno scolastico

Se una persona sogna da sola, è solo un sogno. Se molte persone sognano insieme, è l'inizio di una nuova realtà.

mercoledì 24 febbraio 2010


Probabilmente sono diventata una ottimista per la necessità di non soccombere alla lunghissima sequela di reclami, lamentele, sensi di frustrazione che, come a tutti, quotidianamente mi cadono addosso. Spulciando qua e là nella Rete, a proposito di pro e contro riferiti alla ormai famosissima LIM, ho ritrovato un bel commento del prof. Daniele Barca, docente di lettere (!!!) esperto di LIM.
Vi allego il link, ma mi piace l'idea di trascrivere nel mio post le sue riflessioni finali dopo un lungo excursus sulle alterne vicende delle tecnologie nella scuola italiana:
A mo’ di postscriptum: la tecnologia nella scuola non è stata solo questa: il panorama proposto è stato quello delle iniziative ufficiali e “di massa”. In contemporanea va ricordato che, per esempio, gli ingenti finanziamenti europei alle regioni del PON permettono programmi continui di formazione e dotazione tecnologica nelle scuole di tutti i tipi; che molte scuole (come per esempio quelle che si sono dotate di una lavagna interattiva in ogni aula) fanno da sé, grazie ai genitori, agli enti locali o alle fondazioni bancarie; che le grandi aziende informatiche adottano scuole fornendo dotazioni e consulenza; che vi sono istituzioni (come l’Osservatorio delle Tecnologie Didattiche del CNR di Genova) che da anni lavorano sul software di qualità mettendolo a disposizione on line (open, per la disabilità, ecc); che vi sono realtà sparse sul territorio che sperimentano gli OLPC di Negroponte o il touch screen realizzato con il telecomando della WII; che in molte scuole si adottano da anni ambienti on line per la didattica, per lo più moodle; che singoli docenti o in gruppo mettono a disposizione gratuitamente in rete o nei blog personali (quanto scrivono gli insegnanti!) software realizzati da loro e rispondenti a specifici problemi didattici di ogni materia; che vi sono corsi di laurea, master e società specializzate (come Edulife) che sviluppano formazione per studenti e docenti sull’innovazione tecnologica a scuola; insomma che c’è tutto un mondo che crede nell’educare divertendosi e rendendolo attraente.


http://www.wired.it/magazine/archivio/2009/08/storie/extrascuola.aspx?page=all

1 commento:

  1. "La multimedialità ha trasformato completamente i rapporti che gli individui hanno sia con lo spazio ed il tempo, sia con gli stessi oggetti fisici, con le conoscenze, con le informazioni".

    "La scuola non è più il luogo deputato alla diffusione del sapere in quanto questo può percorrere reti pressoché illimitate e raggiungere i discenti ovunque essi siano; l'insegnante non dispensa più conoscenza, ma coordina gli studenti nel processo di apprendimento; le conoscenze non sono più legate alla rappresentazione testuale, ma attraverso la digitalizzazione possono assumere forme differenti a seconda delle necessità comunicative".

    Con lo sviluppo della multimedialità e delle tecnologie telematiche applicate alla didattica si è assiste alla diffusione di "ambienti di apprendimento".

    "Ambiente vuol significare qualcosa che avvolge, qualcosa in cui si entra, entro cui ci si può muovere, qualcosa che è formato da una pluralità di componenti che stanno tra loro in un rapporto dinamico che non è opaco ma è visibile ed è comprensibile per l’utente che si inoltra in un ambiente di apprendimento. Riferirsi a questa nozione di ambiente significa che un progettista non può limitarsi ad offrire all’utente degli effetti speciali più o meno riusciti e delle videate più o meno composite e variopinte; il progettista deve offrire all’utente la possibilità di entrare nell’ambiente, per offrire il modo di guardarsi intorno, di percepire che ai lati, sopra, sotto, al di là dell’orizzonte visivo e sonoro dell’utente ci sono altri spazi, altri luoghi, perfino altri mondi in cui è possibile rapidamente trasferirsi".

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