
Ieri sera, durante l'incontro di formazione promosso da Innovascuola, ad un certo punto, parlando di scuola e tecnologie, di approcci più o meno "entusiastici o apocalittici" (per dirla con le parole di Eco), si è sfiorato il tema del Digital Divide, cioè del "divario esistente tra coloro che hanno accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione e coloro che non lo hanno" (Maria Ranieri).
La frattura digitale è evidente nel mondo della scuola, sia tra generazioni differenti, sia tra classi sociali differenti. Il fatto è che ad originare questa frattura è sì la mancanza di accesso alle tecnologie digitali, ma anche l'atteggiamento culturale verso le tecnologie e ciò porta ad essere esclusi dalla fruizione di esperienze culturali e relazionali, da attività formative e di ricerca, dalla possibilità di condividere la conoscenza...soprattutto i docenti! Si tratta di riflettere sul fatto che la questione dell'accesso "non riguarda più, semplicemente, l'accesso ai mezzi, ma l'accesso - attraverso i mezzi - alla cultura" (Rifkin)
Ora la distinzione sta tra chi è connesso e chi non lo è, tra chi è dentro e chi è fuori...un po' come si sta verificando nel nostro blog, che, secondo me si deve allargare sempre più, facendo partecipare sempre più colleghi alle relazioni e connessioni che viva via si vengono intrecciando nella nostra società.
