
E’ tempo di valutazioni quadrimestrali e, a sentire i colleghi, siamo un po’ tutti in crisi…
Sicuramente la re-introduzione della valutazione in voti, se da un lato offre chiarezza immediata, sia agli allievi che alle famiglie, dall’altro forse rischia, secondo me, di esasperare l’aspetto della valutazione intesa come strumento utile ad accertare e redicontare determinati risultati di apprendimento (valutazione dell’apprendimento) a scapito della valutazione per l’apprendimento, ovvero della valutazione intesa come risorsa per orientare e dare maggior consapevolezza alla crescita del soggetto
Credo che occorra rimettere al centro dell’attenzione la funzione formativa della valutazione, citata un po’ marginalmente nel Regolamento sulla valutazione (D.P.R. n.122, 22 giugno 2009), senza che venga confusa con atteggiamenti buonisti. Lo stesso Regolamento ci ricorda che ad essere valutati sono i processi di apprendimento (non solo i risultati di tali processi), attraverso la valorizzazione delle esperienze formative e di apprendimento (valutare = attribuire, dare valore), nella consapevolezza che l’apprendimento è una esperienza soggettiva, che deriva dalle esperienze di vita, dalle potenzialità, dalla storia personale e particolare di ciascuno di noi.
Chi di noi non ha esperienza in merito?
Con questo post apro il dibattito in merito alla valutazione